Questo corso si basa sulle ricerche presentate nel libro “Great at Work: How Top Performers Do Less, Work Better and Achieve More” scritto da Morten T. Hansen. Il quesito fondamentale alla base di questo percorso è: “Perché alcune persone lavorano meglio di altre?”.
La risposta a questa domanda deriva da una ricerca durata cinque anni e condotta su oltre 5.000 dirigenti e impiegati di vari settori. I risultati hanno ribaltato la credenza comune secondo cui per ottenere grandi risultati servano talento innato, fortuna e, soprattutto, lavorare più duramente. Al contrario, la ricerca dimostra che i top performers non lavorano di più, ma lavorano in maniera più intelligente (work smarter).
Il corso si articola intorno all’applicazione di sette pratiche fondamentali per lavorare “smarter”.
Modulo 1: Do less then obsess (Fai meno, ma in maniera ossessiva)
L’opinione comune suggerisce che assumersi più responsabilità porti a prestazioni migliori. Tuttavia, la ricerca evidenzia che la pratica più potente è concentrarsi su poche aree e approfondirle in modo ossessivo.
Le persone che hanno adottato questa strategia hanno ottenuto prestazioni mediamente superiori del 25% rispetto a chi perseguiva troppe priorità.
Dedicarsi a troppe attività impedisce di prestare la giusta attenzione a ciascuna di esse.
Inoltre, l’energia impiegata per gestire più compiti contemporaneamente porta a perdere tempo e a produrre risultati mediocri.
Le 3 strategie per applicare questa regola:
Usa il rasoio: elimina compiti, priorità, metriche e procedure non necessari. Canalizza i tuoi sforzi per eccellere in ciò che rimane.
Legati all’albero: stabilisci regole in anticipo per allontanare le distrazioni, come ad esempio decidere di non controllare le email per un’ora.
Dì “no” al tuo capo: spiega al tuo superiore che aggiungere compiti alla tua lista andrà a discapito delle tue performance. Il percorso verso l’eccellenza richiede di saper rifiutare alcune mansioni per potersi applicare con maggiore sforzo su poche aree selezionate.
Modulo 2: Riprogetta il tuo lavoro e crea valore
L’idea tradizionale del “work harder” sostiene che aumentare le ore di lavoro migliori la prestazione. La prospettiva “work smarter”, invece, rivela che superate le 50 ore settimanali il vantaggio diminuisce, e oltre le 65 ore si assiste a un vero e proprio calo delle prestazioni. Lavorare troppe ore non è una strategia intelligente.
Per ottenere risultati eccezionali, è necessario riprogettare il proprio lavoro adottando una visione “outside-in” (dall’esterno verso l’interno). Questa visione mira a produrre più “valore”, ovvero i benefici che il lavoro porta agli altri, attraverso output realizzati in modo efficiente e con alta qualità.
5 modi per riprogettare il lavoro e creare valore:
Eliminare le attività esistenti di poco valore.
Incrementare le attività esistenti di alto valore.
Creare nuove attività di alto valore.
Migliorare la qualità delle cose esistenti.
Eseguire le attività esistenti in maniera più efficiente.
Modulo 3: Il Ciclo dell’Apprendimento
La convinzione che servano semplicemente 10.000 ore di esercizio per padroneggiare una competenza è smentita dalla prospettiva del “work smarter”. Non è la quantità di ripetizioni a rendere perfetti, ma il “come” si impara.
I top performer si concentrano sulla qualità di ogni singola ripetizione. Questo approccio è noto come “pratica deliberata”.
Il ciclo di apprendimento pratico: consiste nel provare un nuovo approccio in piccole cose durante il lavoro quotidiano, misurare il risultato, ottenere feedback rapidi e modificare di conseguenza il proprio approccio.
Micro comportamenti: chi impara in modo efficace suddivide abilità complesse in micro comportamenti concreti. L’azione deve durare al massimo 15 minuti per poter essere eseguita e corretta, e deve avere un chiaro impatto sullo sviluppo della capacità.
Modulo 4: Unire Passione e Scopo
Il consiglio tradizionale esorta a seguire solo la propria passione ad ogni costo. Tuttavia, fare esclusivamente ciò che si ama è considerato un cattivo consiglio che può condurre al fallimento.
La vera chiave del successo è sforzarsi di collegare la passione con il senso di uno scopo.
I manager e gli impiegati che hanno combinato passione e scopo hanno registrato prestazioni migliori del 18% rispetto a chi non l’ha fatto.
Queste persone risultano più energetiche e producono di più in ogni ora, senza dover lavorare più a lungo.
Tre metodi per espandere passione e scopo:
Scoprire un nuovo ruolo: non serve cambiare professione, ma trovare un incarico che si adatti meglio alle proprie passioni.
Espandere il ciclo della passione: la passione può derivare anche da successo, creatività, interazioni sociali o dall’apprendimento di nuove competenze.
Scalare la piramide dello scopo: trovare attività che aggiungano valore per gli altri e che abbiano una chiara missione sociale e un significato personale.
Modulo 5: Diventare Campioni Forti (Advocacy)
Avere buone idee e lavorare duramente non è sufficiente per superare gli ostacoli. I top performer si assicurano il supporto degli altri mettendo in atto tattiche precise per influenzare i colleghi.
I “campioni forti” mettono in atto due manovre fondamentali:
Ispirano: evocano emozioni negli individui di cui hanno bisogno, ad esempio mostrando foto e demo suggestive o connettendo attività quotidiane a un fine più grande.
Usano una grinta intelligente: personalizzano le loro tattiche in base alle resistenze. Si mettono nei panni degli avversari, fanno concessioni quando necessario, o li cooptano nel progetto per creare in loro un senso di responsabilità.
Modulo 6: Combattere e Unire (Lavoro di Squadra Rigoroso)
Il lavoro di squadra si manifesta principalmente durante le riunioni, ma la ricerca rivela che il 69% delle persone si lamenta della loro improduttività. I due fallimenti principali delle riunioni sono l’assenza di dibattiti rigorosi in cui si esplorano nuove idee e l’incapacità di implementare le decisioni prese.
Per massimizzare la performance di squadra, la strategia “smarter” suggerisce di:
Dare priorità alle diversità rispetto al talento individuale.
Ottimizzare il dibattito di gruppo, facendo in modo che parlare sia sicuro e semplice per tutti.
Assicurarsi che tutti abbiano una voce, poiché l’essere ascoltati produce accordo.
Prendere posizione (specie quando in disaccordo) ed evidenziare sempre l’obiettivo finale del team.
Modulo 7: La Collaborazione Disciplinata
Le organizzazioni spesso combattono contro due estremi dannosi: la troppa collaborazione e la poca collaborazione. Per evitare questo problema, i top performer applicano una “collaborazione disciplinata”, scegliendo attentamente da quali progetti farsi coinvolgere.
Le 5 regole della collaborazione disciplinata:
Stabilire una ragione convincente (business case) per qualsiasi iniziativa; in caso di dubbio, è bene rifiutarla.
Creare un obiettivo unificante che ecciti e motivi le persone coinvolte.
Premiare le persone per i risultati ottenuti dalla collaborazione, non per le ore lavorate o la quantità di attività.
Impegnare tutte le risorse necessarie (tempo, capacità, denaro); se non si riescono a ottenere, è meglio ridurre o eliminare del tutto il progetto.
Utilizzare amplificatori di fiducia (trust buster) per risolvere specifici problemi, come ad esempio fare test pilota o condividere informazioni personali per conoscersi meglio.
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