Oltre l’automazione
I recenti progressi nell’intelligenza artificiale (AI) indicano che siamo oggi all’apice di una grande trasformazione nel mondo del business. Esiste un timore diffuso che l’automazione possa rimpiazzare del tutto i lavoratori, ma la realtà è ben diversa: l’AI non sostituirà il lavoro umano, ma porterà sempre più alla nascita di nuovi lavori sinergici tra uomo e macchina. I sistemi di AI stanno cambiando la natura stessa del lavoro, consentendo alle persone e alle macchine di collaborare in modalità del tutto nuove.
Questi concetti sono il fulcro del pensiero di Paul R. Daugherty e H. James Wilson. L’integrazione di queste tecnologie non riguarda solo la produzione industriale, ma tutti i reparti aziendali, dalle vendite al marketing, fino alla Ricerca & Sviluppo.
La terza ondata di trasformazione aziendale
Attualmente ci troviamo nel pieno della “terza ondata di trasformazione aziendale”. Questa fase storica si distingue nettamente dalle precedenti:
La prima ondata aveva coinvolto i processi standardizzati e fu inaugurata da Henry Ford con la creazione della catena di montaggio.
La seconda ondata riguardò l’automatizzazione dei processi aziendali, grazie all’avvento della tecnologia dell’informazione (IT) tra gli anni ‘70 e gli anni ‘90, che automatizzava varie attività di back-office.
La terza ondata si basa su processi adattivi che vengono reinventati da zero, guidati da dati in tempo reale piuttosto che da una sequenza standardizzata di passaggi. In questa ondata, i sistemi di intelligenza artificiale stanno amplificando le capacità umane e collaborando con noi per ottenere guadagni di produttività prima impossibili.
Il vero potere della tecnologia si sblocca quando le macchine fanno ciò in cui eccellono (eseguire attività ripetitive, analizzare enormi set di dati e gestire casi di routine con velocità e precisione), mentre gli esseri umani si dedicano a ciò che sanno fare meglio, ovvero risolvere informazioni ambigue, esercitare il giudizio, sfruttare la creatività e manifestare abilità sociali e di leadership.
Il “centro mancante” (The missing middle)
La terza ondata ha creato uno spazio enorme e dinamico chiamato il “centro mancante”, dove uomini e macchine collaborano in sinergia per ottenere aumenti esponenziali nelle prestazioni aziendali. Quasi nessuno ne parla, eppure è proprio qui che le aziende possono ottenere i maggiori incrementi di performance.
All’interno del centro mancante si delineano due dinamiche principali:
1. Gli umani completano le macchine (Il lato sinistro) Gli esseri umani sono fondamentali per sviluppare, addestrare e gestire le applicazioni di intelligenza artificiale, spiegandone i risultati e sostenendone le funzioni in modo responsabile. Da ciò emergono posizioni lavorative completamente nuove, come i responsabili delle relazioni con le macchine o gli addestratori dell’empatia.
2. Le macchine potenziano gli umani (Il lato destro) Le macchine conferiscono alle persone capacità “sovrumane”, come l’elaborazione di enormi quantità di dati in tempo reale. Questo potenziamento avviene attraverso tre categorie di interazione:
Amplificazione: Gli agenti di AI forniscono alle persone intuizioni straordinarie basate sui dati, espandendo le possibilità umane, come risulta evidente nel campo del design.
Interazione: Si utilizzano interfacce avanzate, come l’elaborazione del linguaggio naturale, per facilitare le interazioni; questi agenti possono assistere molte persone contemporaneamente, ad esempio nel customer care.
Incarnazione: A differenza di amplificazione e interazione che potenziano la mente tramite software, l’incarnazione potenzia fisicamente l’uomo. Consiste nell’uso di sensori e motori in robot, carrelli autonomi e droni che condividono gli spazi fisici e collaborano al lavoro umano.
Innovazione nei processi e nella ricerca e sviluppo
Dovunque ci siano processi aziendali ben delineati che prevedono ripetizione, replica e ridondanza, tali attività sono pronte per essere automatizzate. Nelle operazioni di back-office, l’automazione di compiti noiosi e ripetitivi crea un ambiente di lavoro che offre maggiore soddisfazione ai dipendenti. Questo approccio consente una “rinascita del lavoro umano”, poiché l’AI libera tempo, creatività e capitale umano, permettendo alle persone di lavorare più come esseri umani e meno come robot.
Anche la Ricerca & Sviluppo subisce enormi benefici. In ogni sua fase, le tecnologie di AI possono portare a una maggiore efficienza, alla moltiplicazione delle idee e a risparmi sui costi. Ad esempio, Nike, grazie all’aiuto di un software di progettazione algoritmica, ha creato da zero la scarpa migliore per i velocisti ottimizzando rigidità e leggerezza. Un altro caso emblematico è General Electric, che utilizza un sistema abilitato all’AI chiamato Predix per tracciare i prodotti e creare un “gemello digitale” degli impianti, capace di prevedere i guasti prima che si verifichino.
Le sfide manageriali: il framework MELDS
Le sfide introdotte dall’AI richiedono risposte nuove da parte della leadership aziendale. Il management deve adottare cinque principi fondamentali, riassunti nell’acronimo MELDS:
Mindset (Mentalità): Avere la mentalità giusta per immaginare nuovi processi possibili, rompendo con il mondo che diamo per scontato.
Experimentation (Sperimentazione): La terza ondata ha bisogno di una cultura della sperimentazione in cui testare e perfezionare una nuova visione, accettando anche i fallimenti e gli errori.
Leadership: I leader devono impegnarsi a creare una cultura per l’uso responsabile dell’AI, considerando le implicazioni etiche, morali e legali, e investendo nella formazione delle persone.
Data (Dati): Le aziende devono costruire una “catena di fornitura” di dati per alimentare i sistemi intelligenti, poiché l’AI richiede grandi quantità e varietà di informazioni.
Skills (Competenze): Sviluppare attivamente otto “abilità di fusione” per reinventare i processi aziendali.
Le 8 “abilità di fusione” per il futuro
Per prosperare nel “centro mancante”, le organizzazioni dovranno favorire lo sviluppo di otto competenze ibride o “abilità di fusione”, che uniscono i talenti umani alle capacità delle macchine:
Riumanizzare il tempo: La capacità di re-immaginare i processi per aumentare il tempo disponibile per attività prettamente umane come la creatività, le interazioni interpersonali e il processo decisionale.
Normalizzazione responsabile: Plasmare in modo responsabile la percezione dell’interazione uomo-macchina per colmare il divario fra l’uso delle tecnologie e la loro accettazione su larga scala.
Integrazione del giudizio: La capacità di decidere una linea di condotta quando una macchina è incerta o manca del necessario contesto aziendale o etico.
Interrogazione intelligente: Saper porre il modo migliore di fare domande a un agente di AI per ottenere le informazioni necessarie.
Potenziamento basato sui bot: Saper collaborare con gli agenti di AI per estendere le capacità umane, ad esempio delegando attività di ricerca o routinarie per creare “superpoteri” nei processi aziendali.
Fusione olistica: Sviluppare modelli mentali di AI per migliorare il processo collaborativo, creando strumenti che si percepiscono come un’estensione del proprio corpo o della propria mente.
Apprendistato reciproco: Un percorso bidirezionale in cui gli umani eseguono compiti insieme alle macchine in modo che queste apprendano nuove abilità, ricevendo a loro volta formazione su come lavorare nei processi potenziati dall’AI.
Re-immaginazione incessante: La rigorosa disciplina di creare nuovi processi e modelli di business da zero per ottenere aumenti esponenziali, piuttosto che semplicemente automatizzare i processi vecchi. È l’abilità fondamentale che getta le basi per tutte le altre.
Conclusione
L’adozione dell’intelligenza artificiale non deve mirare alla mera riduzione del personale. Le aziende che utilizzano le macchine solo per sostituire gli esseri umani finiranno per arenarsi, mentre le aziende capaci di pensare a modi innovativi in cui le macchine possono potenziare gli esseri umani diventeranno leader. L’impegno a reinventare incessantemente i processi aziendali, puntando a un’AI responsabile e valorizzando il capitale umano, è ciò che oggi traccia la linea di demarcazione tra le imprese che ottengono solo piccoli miglioramenti e quelle capaci di risultati straordinari e rivoluzionari.
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